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MADSON DISCOUNT NEW WAY OF MARKETING

di marcow (27/10/2008 - 15:16)




Portando avanti un progetto a 360 gradi focalizzato sul tema del discount, Madson trova continui spunti interessanti. Il tema è presente come grafica nelle collezione, nei packaging (ricordiamo i celebri cartoni del latte, i sacchetti di carta tipo quelli del pane dentro cui vengono vendute le felpe), oggi anche nei volantini stile 'Supermarket', proprio come quelli che troviamo a casa nella cassetta delle lettere. Madson ha creato un catalogo, riproducendo questo stile in maniera colorata e allegra, e rifornendo tutti i suoi punti vendita di questo materiale, a disposizione dei clienti.

Unica nota.. occhio che i prezzi... cifre del tipo 650, 970 etc... NON SONO EURO!! ma un speciale moneta, il Milk... coniata da Madson Discount per l'occasione.

Prossimamente avremo modo di postare la seconda parte della collezione del brand.

www.madsondiscount.com

Yours, Marky

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JULIA RESTOIN ROITFELD NUOVO VOLTO ACCESSORIZE

di marcow (01/10/2008 - 22:24)

Come in passato la catena inglese Accessorize si dimostra piuttosto originale nella scelta delle sue testimonial. Come non ricordare la campagna che ha visto protagonista Kelly Osbourne? Questa volta la prescelta è una "raccomandata" d'eccezione: Julia Restoin Roitfeld, la figlia della direttrice di Vogue France Carine Roitfeld, nota per l’atavica competizione con Anna Wintour.

Personalmente mi piace molto. E sicuramente con questa trovata pubblicitaria Accessorize farà parlare un po' di se.


Bye, AnnaV


Via: www.verycool.it

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E' NATO POPROCK FORUM BY WAIT!

di marcow (05/06/2008 - 19:40)



Erano diversi mesi che noi, dello staff di Wait  meditavamo sull’apertura di un forum per dare finalmente (e seriamente) voce a tutte le migliaia di persone che, con grande onore, ci vistano quotidianamente. La nostra idea era parlare sì di moda, ma anche di musica, arte e design. Insomma degli argomenti che stanno a cuore a noi di Wait! e costituiscono la struttura portante del nostro magazine.

Un paio di mesi or sono e nostro nel nostro staff, entra una giovane penna: Michele, che vive e studia a Catania.  Colui che su queste web-page si firma come …keep on rockin Mikey.

Michele fonda 2 mesi fa il suo forum di moda.

Poi, con Michele ci si è incontrati su un progetto comune,  quello di evolvere il suo forum, trasferirlo su una piattaforma autonoma e dar vita al NOSTRO forum:  Poprock Forum powered by Wait!.

Ci sono 3 grandi sezioni: Moda, Musica, Arte & Design. E un po’ di spazio per il sano cazzeggio.

Noi che siamo adoratori di moda, e parliamo di moda dal mattino alla sera … pensiamo che possa essere stimolante parlare anche di musica, arte e design, fotografia e libri.

E’ nato un forum, dal layout chiaro e semplice.  Una cosa che in Italia non c’era ancora.

Nel giro di pochi giorni sono entrati a scrivervi ragazzi veramente in gamba (ci dispiacerebbe escludere qualche nome, ma venite a leggere quello che hanno da dire - e spesso da insegnare- persone come Tia, Silvi, Luca, Sbrignef, Mattia Frassinella, Niqola, DaisyStPatience, la nostra ragazzaccia). Forse alcuni saranno un po’ snob? Forse sono semplicemente troppo underground-acculturati? In ogni caso  siamo stupiti come questa piazza virtuale sia stata in breve tempo un catalizzatore di quella che è una gioventù che ci fa ancora sperare bene in questo paese. SCUSATE LA RETORICA. Ma gente che scrive senza usare la K in ogni parola. KAKKIO è roba rara.

Unitevi anche voi, siamo sicuri che vi divertirete. E anche se scrivete con la K fa niente, vi accoglieremo lo stesso.

www.poprockforum.com

Yours, Marky

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GURU DIVENTA INDIANA

di marcow (28/04/2008 - 21:17)

Diventa indiano il brand parmense Guru.
La Bombay Rayon Fashions Ltd (BRFL) ha infatti annunciato l´acquisto del brand e delle attività correlate (compreso il retail business) dalla società italiana Jam Session Holdings Srl di Matteo Cambi, per una cifra pari a 33 milioni di euro.
L´operazione andrà in porto per mezzo della sussidiaria europea della società indiana, con sede in Olanda. La società acquisterà il brand e le attività correlate esercitando un’opzione call/put entro 42 mesi. Fino ad allora opererà in affitto di ramo d’azienda.
BRFL è una delle aziende tessili più importanti dell´India da oltre vent´anni: il 100% delle sue esportazioni riguardano i mercati statunitense ed europeo.
Guru, marchio fondato nel 1999, è da 10 anni uno dei brand sport e casual più riconoscibili del panorama europeo, grazie anche ad uno dei loghi più azzeccati degli ultimi anni, la celebre grande margherita a sei petali.

IL MIO COMMENTO. Non sono un analista finanziario. E non ho carte in mano. Quindi è difficile giudicare. Tuttavia, anche se la cifra appare alta in assoluto, non si può dire che sia molto alta per un'operazione del genere, anzi, tutto il contrario. (basti pensare ad un'operazione di cui abbiamo parlato di recente: H&M ha pagato 92 milioni di dollari per comprare il 60% di Cheap Monday). Parliamo di un brand riconsciuto a livello internazionale, con tantissimi punti vendita e proprietà, un brand che, per altro, ha investito tantissimo in pubblicità in questi anni. L'impressione è che mancava la voglia, le idee ma soprattutto il management e i capitali per condurre questo marchio ad un business veramente globale. Il brand in Italia non ha più saputo proporre un'evoluzione accattivante e ha stagnato nell'immagine di un total look che sa ormai di già visto, di anni 90, senza un'immagine chiara e accattivante. E tutto ciò che non è lusso rischia di annacquarsi se non ha una sua identità molto forte, che, appunto, mancava in questo caso. Tuttavia Guru stava aprendo una strada con grande convinzione all'estero alla ricerca di una 'replica' del successo italiano. Come testimoniano aperture di tantissimi negozi in Europa e di spazi imponenti (basti vedere il nuovo store del Passeig de Gracia a Barcellona), Guru dalla provincia italiana, stava tentando di imporsi come brand globale. Oggi probabilmente, l'azienda indiana neo-acquirente ha in sè i capitali e le strutture produttive (a prezzi super-concorrenziali) per poter tentare questa operazione e portarla avanti con più sicurezza in un settore dove solo i BIG possono sopravvivere a certi livelli.

Via: Fashion Fm

Yours, Marky

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HIGHSNOBIETY HA IL BLOCCO DEL BLOGGER? NO.

di marcow (16/04/2008 - 22:03)


L'ANTEFATTO
.

O merda. Highsnobiety è fermo dal 7 aprile sulla sua homepage. Non ci sono nuovi post da ben 9 giorni. Sono preoccupato per il mio amico David Fisher. Starà bene? Avrà il blocco del blogger? Ma soprattutto ora cosa cazzo posteranno (copieranno) un altro  migliaio di fashion/street blog del pianeta? PANICO!

www.highsnobiety.com

 

EPILOGO

No. Provo a navigare con Firefox e finalmente vedo Highsnobiety aggiornato. Torno su Explorer e lo trovo fermo al 7 aprile, e non serve aggiornare la pagina. Con Explorer vedo aggiornato qualsiasi sito/blog al mondo ma non Highsnobiety. La domanda: è un problema specifico del mio pc o di Highsnobiety? C'è qualche amico 'smanettone' che mi sa aiutare e spiegare il perchè? Thanks!

Yours, Marky

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LA MORTE TI FA TESTIMONIAL

di marcow (02/04/2008 - 17:52)


Via: Wait! mag

Servirsi delle icone della musica rock per pubblicizzare un prodotto, si sa, è usanza assai diffusa. Specialmente di questi tempi. Ricordate la campagna Dr.Martens datata 2007? No? Meglio rinfrescare le idee. Il brand aveva rispolverato quattro diversi personaggi: tutti e quattro, manco a dirlo, conosciutissimi. Oltre che morti e sepolti, è chiaro. Si trattava di Kurt Cobain (Nirvana), Joe Strummer (The Clash), Joey Ramone (The Ramones) e Sid Vicious (Sex Pistols). Ciascuno di essi immortalato, si fa per dire, in paradiso, con ai piedi un paio di Dr.Martens. A meno di un anno di distanza, ecco Converse Century Icons, campagna lanciata da Converse per festeggiare i cento anni del brand. Tra i volti scelti, compaiono M.I.A., Karen O (Yeah Yeah Yeahs), Common, Billie Joe Armstrong (Green day) e, guarda caso, persino Cobain (per il quale è addirittura prevista una serie limitata One Star e Chuck Taylor) e Vicious. Ciò che spesso lascia interdetti, tuttavia, è il criterio con il quale certe star, in special modo quelle scomparse, vengano reclutate. Per entrambe le campagne, la motivazione ufficiale dice che "ciascuno di quei personaggi aveva indossato, o usava indossare quelle calzature". Naturalmente niente scandali se, spesso e volentieri, si tratta di una forzatura bella e buona. E poi, insomma: ci hanno mangiato tutti, perchè biasimare giusto loro? Il fatto è che quando è troppo, è troppo. Che diamine ci fa Ian Curtis (defunto, ci mancherebbe, leader dei Joy Division, recentemente tornato in voga grazie al bio-film "Control") fra le Converse Century Icons? Alzi la mano chi lo ha mai visto con addosso un paio di All Star. E va bene che le leggi di mercato se ne fregano, ma se il rispetto è ormai andato a puttane, quantomeno sarebbe auspicabile un minimo di coerenza.







keep on rockin', Mickey.

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PERCHè PER ME LA CAMPAGNA 'YOUR JOB SUCKS' DI DSL55 IN EFFETTI SUCKS

di marcow (27/03/2008 - 22:41)

DIESEL. FOR SUCCESSFULL LIVING. Questa era la storica campagna di Diesel. Era presuntuosa certo, ma in realtà era ricca di ironia e auto-ironia. Era a suo modo geniale. E infatti ha avuto un successo storico.

Questa capagna 'Your Job sucks', non mi piace per niente. E sicuramente funziona, perchè è il terzo anno che 55DSL la presenta. Non mi piace perchè sembra che il lavoro degli altri faccia schifo (e la cosa brutta è che per molti è vero) e solo da 55 DSL il lavoro è una figata. Venite da noi che è uno sballo, o poveri imbecilli...sembra quasi dire.

Il problema è che conosco gente che lavora nel gruppo di Marostica e davvero ne è entusiasta. ne parla come unA piccola oasi felice. Ho letto interviste (vedi PIG) su questa fabbrica dove regna davvero l'ottimismo, dove ognuno sembra esprimere davvero la sua creatività.

Ma per chi non conoscesse quella realtà...bhè la presunzione di questa campagna davvero è massima. Anche perchè, quanti posti di lavoro offrono veramenete con questa strombazzatissima iniziativa? Uno solo? Per giustificare questa super campagna pubblicitaria non è un po' poco? Non l'ho capito. Forse sono di più. Ma non lo leggo da nessuna parte. Una vacanza estiva di 2 mesi e poi a casa? Non l'ho capito.

Leggo che ti riempiono la valigia di magliette. ' Si hai capito è tutto gratis' Come è tutto gratis? Ci mancherebbe. Non si parlava di lavoro, e quindi di stipendio? E' questo il pagamento, per lasciare il mio lavoro 'di merda' e tentare la strada offerta da loro? Ne siamo sicuri, non è così. Ma questo ripeto sembra trasparire da questa campagna che per questo non mi piace.

Leggendo il bando sembra che il lavoro in una società che produce moda e creatività sia girare il mondo tra una festa e l'altra, come dei debosciati. Oppure alla ricerca di 'cose buone e pure.' E questo è il lavoro? Non è così. E non penso che non sia così nemmeno in una delle società più fighe del mondo. Non vendiamo ai ragazzi modelli di vita che non esistono, a quelli che magari amano il proprio lavoro ma si alzano alle 7. Che si spaccano la schiena. Magari inseguendo un sogno, facendo crescere un progetto.

Il lavoro, anche quando lo adoriamo, è fatica, dedizione, costanza, resposabilità, spesso frustrazione e, certo, ha ancora più successo se è accompaganto da talento e intuizioni, ma queste da sole non vanno da nessuna parte.

Nessuno qui, ha successo, o meglio, può essere un buon lavoratore, saltabeccando da un party e l'altro. Facendo il JUNIOR LUCKY BASTARD.

www.55dsl.com

Yours, Marky

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MIKE....E' ARRIVATO L'AUT AUT DA NIKE.

di marcow (19/03/2008 - 22:33)


In un divertente articolo di oltre un anno fa che si intitolava MIKE, QUANDO IL TAROCCO SUPERA IL MAESTRO (che potete leggere QUI,....era il novembre del 2006..!), mi dicevo assolutamente stupito che un marchio come Mike, potesse da parecchio tempo (oggi sono oltre 2 anni) copiare spudoratamente il marchio di Nike, finire in negozi top come Colette (assieme a Nike) o addirittura anche dove non c'è neppure Nike, in quanto troppo commerciale...taroccare il logo di Michael Jordan etc...senza che gli avvocati di Nike alzassero un dito.

In realtà il brand, ho scoperto successivamente, ha voluto presentarsi come un tribute-brand. Ossia un brand che era nato per omaggiare un altro brand, e il suo mondo, il suo lifestyle. Nike appunto. Veramente nulla di simile era accaduto fino ad ora. Forse Nike è stata alla finestra. Sembra che addirittura non potesse far altro che apprezzare quello che Mike stava facendo. Ma era palese che il gigante prima o poi avrebbe alzato il dito. E sollevato un polverone. E così è stato.

La cosa incerdibile di questa storia, agli occhi di tutti gli analisti, è che Nike abbia atteso tutto questo tempo.

Oggi il pubblico undergound si ribella, grida, strepita, si straccia le vesti.  Dicendo a Nike di vergognarsi, che ha perso il suo spirito originario. Ed è vero. Marchi come Supreme, Gourmet, Creative Recreation etc, nel loro piccolo stanno rivitalizzando la scena streetwear.E di questo si avvantaggi anche Nike, perchè di questa fa parte.

Ma il gioco è bello fin che dura poco. Mike, cresceva, fatturava, produceva addiriuttura scarpe (una cosa che, notoriamente, non si fa proprio nel laboratorio sotto casa...). Entrava nel settore dove gioca Nike. E va bene, lo faceva con stile garbo e rispetto, perchè davvero Mike non ha mai voluto scimmiottare, denigrare o copiare Nike. Da Mike si liberava solo ammirazione e rispetto nei confronti di Nike. Ma quello che è successo, prima o poi era inevitabile. Così Mike alla fine, ha ricevuto una lettera dagli avvocati del baffo, con una semplice intimazione., una così detta 'Cease and desist',  che intima al brand di interrompera l'utilizzo abusivo di tutti i loghi di Nike e di Jordan.

E ' ovvio che Mike, un piccolo brand con dietro un grande personaggio, il suo creatore Scott Nelson, non può certo imbarcarsi in una causa billionaria contro il gigante e dall'esito, per altro, scontato.

Quello che vogliamo capire e scoprire è se, al di là dell'abbandono dei loghi stile Nike e Michael Jordan, Mike, utilizzando un altro font, potrà continuare almeno a far uso del proprio stesso nome di Mike.

E' chiaro che se Nike vuole fare sul serio questo non potrà avvenire. Bisogna capire se Mike, affiancando il numero 23 al proprio nome, ossia Mike 23, potrà andare avanti. Ma questa sembra una questione da cavilli avvocatizi. La speranza è che prevalga il buon senso e che il caro Scott Nelson possa continuare ad andare avanti a fare ciò che ama e che, inutile dirlo, gli da da mangiare.

Sul sito intanto è comparso un nuovo logo di Mike. Una scritta con 2 belle cornine. (Omaggio ai Chicago Bulls? Ovvio.)

Per un analisi più approfondita leggetevi il report su Murketing.

Questo è un caso che, inevitabilmente, finirà per essere studiato nelle università.

Chissà come va a finire?

www.mike23.com

www.nike.com

Yours, Marky

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DIESEL WINDOWS - DISPLAY CAMPAIGN

di marcow (20/02/2008 - 19:05)




Questa nuova campagna windows-display di Diesel merita un bel 9 e mezzo. Tra le migliori mai realizzate. Purtroppo il nostro friend-blog Fashionaire è solo in tedesco, e non ci capisco una mazza.

Via: www.fashionaire.de/blog

Yours, Marky

Tag: diesel,marketing,campagna,campaign

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E' NATO GIUNGLA MAGAZINE

di marcow (04/12/2007 - 00:23)



E' nato un nuovo magazine. Si occupa di streetwear e mostra una grande attenzione alle realtà più innovative e alle novità degli shop online del settore. Dal sito si può scaricare direttamente il numero 0. Da quanto abbiamo capito il progetto si svilupperà esclusivamente online (non passerà sul cartaceo, terreno molto ostico) e uscirà ogni mese. La copertina denota una notevole capacità grafica. L'autore è  un giovane studente romano: Cristiano Ripanucci, 23 anni, che studia scienze della moda e del costume, e presenta così il suo progetto: Nasce dalla voglia di mostrare un mondo sommerso dalla polvere delle mode passaggere, dei trends dell’alta moda e dello snobbismo culturale del fashion. Nasce come una guida per questa giungla formata dai vari piccoli, medi e grandi marchi creati dalla strada; nasce per indagare in questo giovane ed incorrotto mondo dell’ informale urbano.

Stiamo a vedere come si evolverà Giungle Magazine, che già dal numero zero presenta un interessante selezione di prodotti e brand.

www.giunglamagazine.com

Yours, Marky

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