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THIS IS BULK. INTERVISTA TRATTA DA WAIT! N. 22 - LUGLIO 08

di marcow (05/11/2008 - 23:23)





Bulk. Un nome dal gusto molto americano per un giovane brand italiano che è da breve tempo entrato nelle vetrine di alcuni dei migliori fashion-store italiani. Streetwear dal gusto decisamente glamour. E allo stesso tempo easy-chic.  Capite cosa diciamo? Vi sembrano aggettivi sparati a caso, parole in libertà? Forse avete ragione. Allora leggetevi la nostra intervista per saperne di più su Bulk.

Iniziamo subito con la prima domanda, che sorge spontanea.
Cosa significa Bulk?

Ti diro'...Tanti significati (accumulare, ammassare, volume, dimensioni, ecc., ecc.). L’abbiamo visto scritto io e Ale (il mio braccio per quanto riguarda la grafica) in un tir in Canada. Quella parola ci ha folgorato ed abbiamo capito in quel momento che sarebbe stato il nome del nostro brand. Ci piaceva la pronuncia italianizzata che riempie la bocca e ha gusto forte come e' il nostro prodotto…

Quale storia personale vi ha portato ad intraprendere la scelta di lanciare un brand?
Il progetto è nato due anni fa dopo una lunga militanza in Diesel. Ho una passione sfrenata per questo mondo fin da quando ero piccolo... Mi ricordo ancora con la felpa della Best Company e gli stivaletti della Timberland sul Tagada'!!
Oggi tutti lanciano brand di t-shirt. Abbiamo notato che la vostra produzione è 100% made in Italy, attenzione e massima alla qualità, taglio superslim molto curato. Stampe particolari spessorate e floccate. Sono queste le carte che vi giocate per emergere nel duro mercato streetwear? O cos’altro?
Il nostro credo e' indubbiamente la qualita' e la vestibilita'. Abbiamo intrapreso la strada piu' difficile ed expensive da percorrere, produrre interamente in Italia… Anche perché, chi lavora meglio degli italiani?
Quanto bisogna essere folli per mollare tutto e buttarsi cuore  e anima in un progetto di streetwear oggi in Italia?
Bisogna essere completamente esplosi!!!
Cosa ispira le vostre collezioni?
Traiamo ispirazione da tutto quello che e' d'impatto, da quello che ci circonda e che sentiamo dentro... Penso che guardarsi attorno sia uno dei punti fondamentali in questo settore, perchè puoi anche avere l'idea più strana e forte del momento, ma se non ti confronti con il mondo esterno non saprai mai se quell’idea può essere capita, e apprezzata dalla gente.
Qual è il brand che vi fa da riferimento? E il vostro stilista?
In particolare nessuno. Ci piaceva molto il Dsquared di qualche anno fa.
Cosa state indossando in questo momento?
Enrico: ai piedi Tretorn, Levis red corto e tshirt rigorosamente Bulk.
Alessandro:Cheap Monday, Nike vintage ed ovviamente smanicato Bulk.
Come vestivate quando avevate 18 anni? Dai, senza vergogna…
Enrico: mi ricordo che portavo, ti parlo del 1996, jeans della Diesel di cui ovviamente ricordo anche il modello: Funker! Ai piedi avevo il mio stivale Walker (che a volte uso ancora!) e il tanto amato in quegl'anni, e guardacaso ritonato di moda, Moncler.
Alessandro: Stussy Charrart... Molto più Street!
Quando pensate a Bulk, a quale musicista o gruppo pensate? E a chi lo vedreste bene addosso nel mondo musicale?
Mmm... Nessuno gruppo o musicista in particolare. Ci piace collaborare con i locali che non siano "commerciali" di conseguenza vediamo adatto il prodotto a chi li frequenta!
Guardate al mercato estero?
Ora la nostra Italia poi... Si vedrà!
Ho visto che avete sponsorizzato un sacco di eventi e party. Che ruolo ha il modo della notte e la festa per Bulk?
Nei Bulk party quello che vogliamo trasmettere è divertimento.
Siete presenti in una  serie di negozi streetwear evoluti e di fascia alta. Siete disposti a compromessi sulla distribuzione per aumentare i vostri numeri?
Assolutamente no!!! (i ragazzi si scaldano. n.d.r) anzi , la scelta dei nostri punti vendita sarà sempre più ricercata e selezionata per valorizzare sempre di più Bulk!
Come si fa a vendere delle t-shirt a 50 euro e più in un momento in cui il jeans è sceso su questa stessa cifra (vedi Cheap Monday)? Il cliente finale è davvero così attento e in grado di percepire la qualità del vostro prodotto?
Siamo consapevoli di queste difficoltà. Come ti abbiamo già detto il nostro è un progetto duro e faticoso ma punta al futuro. Il riscontro dei nostri punti vendita è senz'altro positivo. Il cliente in questo momento è disposto a spendere per indossare una t-shirt di qualità che possa durargli più di una stagione.
Cosa dobbiamo aspettarci dalla prossima collezione a/i e cosa da quelle della prossima p/e 09?
Lo scoprirete nelle prossime puntate!
Qual'è il vostro sogno nel cassetto?
Vedere il mondo dipinto di Bulk!

Intervista di Marco Bianchi

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SIMONE LEGNO, INVENTORE DI TOKIDOKI SU CURRENT TV

di marcow (07/06/2008 - 20:02)

... Simone Legno, il padre di Tokidoki, ho avuto modo di conoscerlo personalmente lo scorso Bread & Butter a Barcellona. Un ragazzo veremente gentile e alla mano. Mi ha parlato di come è partito da zero, la nascita e crescita del suo progetto, le paure  ele speranze, le sue collaborazioni con il gruppo Fornari, Le Sport Sac e più di recente con Onitsuka Tiger.

In questa interessante intervista su Current Tv Simone parla della sua storia, dei suoi progetti e, vi prego, di notare la sua straordinaria abilità grafica, di come il pennarello disegna in maniera veloce e precisa, direi geniale, i suoi personaggi.

Yours, Marky

 

 

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