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SUPRA - COLLEZIONE P-E 09 E COMMENTI SU HI-TOP

di marcow (21/02/2009 - 10:08)

Sono anni che ci raccontano che la scarpa alta dovrebbe partire, partire come vendite a nastro. Sembrava ovvio con il delirio fatto dallo skinny (che si infila alla perfezione in una hi-top), un ritorno massiccio agli anni 80. La scarpa alta sembrava il risultato automatico della 'prova del nove'.

E invece no. Insomma, i buyer che hanno puntato pesantemente su questo gene di sneaker, in Italia, hanno preso grandi mazzate sui denti. Sì...è vero, qualche modello particolarmente riuscito è stato venducchiato, le Converse alte sono un capitolo a sè...tutto il resto è stato spreco di soldi.

Bene, in ritardo di 2-3 anni, proprio quando il jeans skinny sembra lasciare un progressivo spazio al ritorno allo slim e al reguar...il vento della hi-top inizia a soffiare sul serio.

Abbiamo visto modelli interessanti di Adidas come Hi Sleek... e adesso vediamo che anche un brand di super nicchia come Supra, inizia a farsi un nome nell'ambiente.

Supra nasce una manciata di anni fa come scarpa da skate. A volte però succede che i designer esagerino in tomaie in vernice, borchie e leccatine varie... e capita che gli skater si sentano un po' troppo fighetti a girare con quelle cose ai piedi. Ma non si buttano via... perchè il mondo fashion le accoglie a braccia aperte.

Ed ecco che Supra, un passettino alla volta sta diventando, partendo dagli USA, una scarpa di moda. Qui in Italia? Qualche negozio le ha inserite. Un assaggino in vista di future scorpacciate?

www.suprafootwear.com

Yours, Marky

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DR MARTENS BY RAF SIMONS

di marcow (21/02/2009 - 09:58)

Il modello si chiama Vintage 1461, e di questa collaborazione tra Dr. Martens e Raf Simons si è fatto un gran chiacchierare. Ora le scarpe stanno per sbarcare nei negozi. Si capisce bene che si tratta di un prodotto di nicchia. E si capisce altrettanto bene, che, con queste collaborazioni, l'azienda crede molto nel rilancio in grande stile del prodotto Dr. Martens. Non che sia mai passato di moda. Ma l'epoca in cui ogni buon teenager aveva 2-3 varianti di colore nell'armadio è lontana. Le vie della moda sono infinite...ma per far succedere certi fenomeni deve muoversi il Dio della Moda in persona. Insomma, l'azienda spinge, ma quello che ci vuole è un intervento che è fuori dalla volonta razionale umana. Stiamo a vedere...

Yours, Marky

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GARETH PUGH E DIOR HOMME?

di marcow (29/01/2009 - 23:03)

Si tratta soltanto di rumors, è vero, ma parlano piuttosto chiaro: Gareth Pugh potrebbe essere il prossimo designer per Dior Homme. Si dice che il patron Bernard Arnault fosse presente all'ultima sfilata dell'enfant prodige britannico, in occasione della settimana della moda di Parigi. Una semplice visita di cortesia? Piuttosto facile pensare che non sia così. Da quando il belga Kriss Van Assche, nel 2007, ha preso le redini della linea, il malumore dei fan più accaniti si è scatenato in peggio. Lo stile, è vero, è ben diverso da quello proposto nei sette anni precedenti con Hedi Slimane: eppure le prestazioni dell'ex neo arrivato stanno tuttosommato migliorando. Basterà questo passo in avanti a convincere Arnault? O tenterà un altro deciso cambio di direzione, mettendo l'inglesino Pugh a capo della baracca? 

Una vicenda che vale la pena di seguire. 
In fondo, si tratta di una linea che ha fatto la storia recente dell'alta moda.


keep on rockin', Mickey.

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HOUSE OF HOLLAND - IL MIO COMMENTO

di marcow (08/01/2009 - 23:54)

Ho visto dal vivo la collezione a/i 08-09 di House of Holland: un disastro totale.

L'idea è stata quella di inserire il 'tartan' un po' ovunque, specie all'interno si sagome di oggetti.
Insoma, hanno azzeccato un trend, quello delle mega-scittone, e questo va riconosciuto.
Poi hanno fatto una collezione orrenda.

Ora cercano (il riferimento è al post qui sotto) con metodi spicci di guadagnarsi un po' di notorietà, in maniera facile e scontata.

Bocciati, così non andranno lontano.

Yours, Marky

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MONOTY. WHAT ARE YOU LOOKING FOR?

di marcow (11/12/2008 - 22:10)

Una campagna pubblicitaria decisamente curiosa. Un sito internet curatissimo, ma che non svela ancora nessun retroscena. Cos'è Monoty? Me l'hanno chiesto insistentemente gli amici, sfogliando le pagine dell'ultimo numero di Wait! e guardando questa enigmatica e divertente pubblicità. E io ho fatto il vago. Quelli di Monoty dietro alle quinte stanno lavorando alacremente alla loro collezione e tra un po' alzeranno il sipario. Noi saremo qui a commentare... ma per adesso rispettiamo i segreti... acqua in bocca... l'arrivo di Monoty, comunque, è imminente...

www.monoty.com

Yours, Marky

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MADSON DISCOUNT LANCIA IL 2X1

di marcow (02/12/2008 - 20:43)







Della parte grafica della collezione di Madson Discount abbiamo già parlato in un recente passato. Decisamente, con l'ultima collezione, abbiamo ammirato alcune delle migliori grafiche che si siano viste in anni recenti nello streetwear. Ma Madson Discount quest'anno ha fatto uno step più avanti. Lanciando il progetto 2x1.

Di cosa si tratta esattamente? Il tutto nasce dall'esigenza di non legare il brand solo ad alcune grafiche (ad esempio, la famossissima mucca) ma di presentare una parte della collezione in una sorta di 'basico evoluto'. Inutile fare a gara con basici di sicuro appeal (e prezzo) hanno pensato quelli di Madson. Come fare a proporre quindi un prodotto dal sapore fresco e nuovo spogliato completamente di ogni grafica? Bene... ecco il 2x1: un prodotto di grande qualità, completamente made in italy, dove, come dice il nome i capi diventano versatili e si sdoppiano: abbiamo il cardigan col cappucio-sciarpa staccabile, la fela-giubbotto reversibile (da un lato il trendissimo tartan, dall'altro il nero), e un altra serie di capo più basici ma sempre con dettagli originali e sorpendenti (i cardigan in ciniglia dai colori sgargianti).

Insomma, un tentativo di presentare un prodotto più maturo, e slegato dalle logiche di grafiche che, magari funzionano una stagione, e una stagione meno.

Il progetto 2 x 1 continuerà anche la prossima stagione: noi attendiamo con grande curiosità di osservare l'evoluzione di un marchio streetwear tutto italiano ce si sta facendo valere.

www.madsondiscount.com

Yours, Marky

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HOPELESS LINGERIE

di marcow (19/11/2008 - 13:37)



Hopless Lingerie  mi ricorda Dita Von Tees e il Burlesque, ma anche Betty Page e uno "stile" nella seduzione che a mio parere andrebbe sicuramente rivalutato. Pezzi unici relizzati interamente a mano da due sorelle australiane di indiscusso talento e creatività, Gabrielle e Dominique Adamidis. Per farvi un'idea fatevi un giro sul loroshop online .


Via: Mafrangine

Bye, AnnaV

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BORN IN THE USA? NO, IN JAPAN.

di marcow (11/11/2008 - 23:30)

Parliamoci chiaro: prima di martedì scorso, probabilmente, questa roba non ve l'avremmo neanche proposta. Ma adesso che dall'America, a quanto pare, arrivano finalmente buone notizie, il numero dei simpatizzanti a stelle e strisce aumenta vertiginosamente. E così qualcuno, magari, gradirà non poco quanto la nipponica Lad Musician ha tirato fuori dal cappello a cilindro: felpa, camicia e t-shirt con un solo ed unico denominatore, la US flag (seppur in colori atipici). Perchè abbronzato è meglio.

Online: 
www.ladmusician.com



keep on rockin', Mickey.

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MIKE & CHRIS A-W 08-09 AND HOLIDAY COLLECTION MAN

di marcow (26/10/2008 - 15:01)

Utilizzando materiali premium e pellami trattati come normali tessuti, così soffici da sembrare cachemire Mike & Chris, compagni nella vita e nella moda, sanno essere sobri e allo stesso tempo originali. Si staccano dalla massa senza mai essere sopra le righe. Già da lungo tempo uno dei miei brand preferiti (peccato che in Europa sia quasi irreperibile...anche se la prossima stagione dovrebbe arrivare in Italia) Mike & Chris oggi davvero per me, con questa collezione uomo, entra nella lista dei brand più desiderabili del pianeta.
Yours, Marky




















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PEGLEG NYC

di marcow (17/10/2008 - 22:54)






Quadrettoni e tanto colore. Pegleg NYC ha si è sempre dipinto con coloi viacissimi. Questa stagione li combina con gli scacchi colorati, rinteprentando una delle tendenze più forti del momento.

www.peglegnyc.com

Yours, Marky

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MARTIN MARGIELA PRONTO AD USCIRE DA MAISON MARGIELA?

di marcow (01/10/2008 - 22:27)


Si vocifera in questi giorni che il geinale stilista belga Martin Margiela stia cercando il proprio successore per uscire dalla Maison...e dedicarsi semplicemente ad altro. A soli 51 anni Martin, noto come lo stilista invisibile, non ha mai rilasciato interviste e non è stato quasi mai ritratto in fotografia. Un scelta estremaente coerente che ha portato lo stilista direttamente agli antipodi dello star-system odierno.

Si parla anche di un carteggio con Raf Simons, anch'egli belga, a proprosito di un passaggio di testimone. Tuttavia, come già è successo con Hedi Slimane per Dior Homme, risulta davvero un'operazione complicata la sostituzione di uno stilista quand'egli stesso impersonifica lo spirito stesso di una maison...

Chi vivrà, vedrà.

Yours, Marky

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CAROLYN MASSEY F/W 2008-2009

di marcow (11/09/2008 - 21:24)

Se mi chiedessero di esprimere un breve giudizio sulla collezione invernale di Carolyn Massey, direi: estremamente al passo coi tempi. Il che è un bene. Un grosso bene. E sì che la moda deve guardare sempre al futuro, ma se il risultato è un obrobrioso, immettibile tentativo d'avanguardia, meglio guardare al presente, ma farlo bene. Con questo lavoro, la stilista propone veramente di tutto: dallo skinny al pantalone oversize (entrambi rigorosamente a vita alta), dai dettagli dandy al trench in puro rock style, dal cappello à la Pete Doherty agli anfibi, dai completi più classici ai dettagli più stravaganti. Insomma: niente di nuovo, direte. Niente che gli altri non abbiano realizzato. E' vero, vi rispondo. Ma in pochi ci riescono così bene.

Online: www.carolynmassey.com



keep on rockin', Mickey.

, .

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KOMAKINO F/W 2008-2009.

di marcow (09/09/2008 - 00:48)

Da un brand che ha lo stesso nome di un pezzo dei Joy Division, una collezione total black è esattamente quello che ti aspetti. Quello che non ti aspetti, invece, è la stranezza di alcuni tagli, l'effetto reiterato dei materiali, la ricerca delle forme che per alcuni capi sembra quasi fine a sé stessa. La collezione della londinese Komakino, insomma, regala spunti di grande creatività e coraggio, ma larghi margini di miglioramento. E anche se probabilmente non è il massimo citare nello stesso articolo Joy Division, Morandi, Tozzi e Ruggeri, beh, non ci resta che dire: si può fare di più. Sottolineando che la partenza, da quanto si vede, sembra comunque essere in discesa.




keep on rockin', Mickey.

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OBEY- Mr SHEPARD FAIREY SUPPORTA BARACK OBAMA

di marcow (02/09/2008 - 09:28)

Via: Wait!mag blog by AnnaV


 

Come molti americani, Shepard ascoltò per la prima volta un discorso di Barack Obama alla convention democratica del 2004. La sua oratoria erudita ed i suoi commenti incoraggianti lo hanno messo sotto i riflettori della convention e da quel momento è stato intercettato dal radar della politica.

Quando Obama annunciò ufficialmente la sua corsa alla Casa Bianca, Shepard vide in questo l’opportunità di supportare un candidato nel quale credeva veramente e lo dimostrano le sue parole.

“Credo con forte convinzione che Barack Obama dovrebbe essere il prossimo Presidente degli Stati Uniti. Ritengo che sia più uno statista che un politico. Barack era contro la guerra in Irak anche nel periodo in cui era del tutto controproducente dichiararlo, inoltre si è schierato dalla parte dell’energia rinnovabile e dell’ambiente oltre che essere portavoce di una riforma del sistema sanitario.

Per dimostrare il suo supporto, Shepard ha ritratto Obama con uno sguardo rivolto altrove, verso il futuro. Quest’ immagine è diventata  la più rappresentativa di tutta  la campagna presidenziale sebbene, in origine, non fosse stata creata per questo scopo. Oltre ad una piccola serie limitata di poster, Shepard ha cominciato a stampare il ritratto del candidato  anche su carta più leggera e su adesivi, con l’intenzione di diffonderla il più possibile. Tutti gli incassi ottenuti da questa attività, sono stati reinvestiti per sostenere gli sforzi della propaganda e ben presto l’immagine ha cominciato a farsi vedere durante i discorsi di Obama, i telegiornali e molto altro.

Barack stesso, con una lettera personale, ha ringraziato Shepard per l’impegno profuso. E’ indubbio che il ritratto di Obama sia diventato un vero e proprio fenomeno culturale e che sia riuscito ad ottenere una grande risonanza in tutto il mondo.

 




Info:

www.barackobama.com
www.obeygiant.com

Bye, AnnaV

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UNCONDITIONAL @ ASOS

di marcow (29/08/2008 - 12:27)






Già in passato abbiamo parlato di Unconditional. Marchio londinese il cui nome è ancora decisamente underground qui sul continente. Ci piace perchè lavora in maniera molto sobria, spesso solo con tagli che ci sanno sempre stupire. Insomma sa essere originale lasciando stare le stampe, ma lavorando solo su soluzioni sartoriali e abbinamenti cromatici spesso tono su tono...e nonostante tutto sapendo colpire e ciorcondarsii di un certo gusto rock'n roll.

Ecco alcuni nuovi arrivi sull'e-shop Asos.

Yours, Marky

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MJOLK LOOKBOOK SPRING/SUMMER 2009.

di marcow (27/08/2008 - 15:11)

Post via Waitmag, by MickeyPhotobucket

Vi avevamo già parlato di Mjolk, ricordate? Brand svedese, trapiantato in Australia, nato nel 2003 ad opera di John Clarke e Lars Stoten. Ma, soprattutto, quanto di più dannatamente dandy c'è in giro. Il lookbook della Spring/Summer collection 2009 ne è la prova (o meglio: la conferma) schiacciante: un tripudio di quadretti, papillon, stringate multicolor e completi improbabili. E allora, gente, occhio a Mjolk: sentirete questo nome molto, molto, molto spesso. Potete scommetterci.

Online (e per guarda la collezione intera): http://www.mjolkhomme.com/









 

keep on rockin', Mickey.

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ANDY RICHARDSON FALL/WINTER 08-09 PREVIEW

di marcow (03/08/2008 - 14:53)


Premiato all'ultima edizione invernale di Pitti Immagine Uomo  a Firenze come il miglior brand emergente, a dispetto del nome Andy Richardson è un brand 100% italiano.

Le sue radici sono fortemente radicate nella toscana, quella del Chianti, con le colline il vino buono e i colori inconfondibili, dove vive la stessa equipe che lavora dietro al brand...ma il nome non tradisce affatto le aspirazioni e le caratteristiche del marchio...che guarda intensamente alla Gran Bretagna, a un certo modo di vestire assolutamente british, con un'ispirazione forte che deriva dal mondo Mod, dell'epoca d'oro della swinging London, ma il tutto rivisitato e investito da un 'twist' tipico della sarotiariità italiana e dai maestri di lunga tradizione toscana.

La nuova collezione di cui vediamo qui una preview si chiama in fatti We are back in Britain. E la bandiera inglese si può  ben vedere nel disegno di alcuni maglioni dalla 'mano' morbidissima e nelle etichette-passanti sul retro dei pantaloni.

Tessuti pied-de- poule e di natura classica si intrecciano a materiali tecnici, per dare vita a giubbini davvero stupendi. (Basti guardare quello nella prima foto che qui pubblichiamo!).

I tagli sono rigorosamente slim, per giacche, pantaloni e trench.

Un marchio che vuole immaginare un giovane dandy, che si aggira con un tocco classico ma allo stesso tempo moderno. Non una caricatura di un lontano passato ma, modernamente elegante, e allo stesso tempo, comodo, impeccabile e soprattutto attuale.

Siamo convinti che Andy Richardson farà  molto parlare di sè. La qualità dei capi è molto alta, i tessuti sempre ricercati. Andy Richardson rappresenta oggi uno dei pochi marchi italiani, che, al di là delle solite griffe, può vestire con moderna eleganza i giovani uomini di oggi.

www.andyrichardson.me.uk

Yours, Marky

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THE 14TH ADDICITON

di marcow (28/07/2008 - 00:27)




Era un po' di tempo che parlando di giubbotteria il mio piccolo cuore non aveva un sussulto. Oggi l'ho avuto. Scoprendo THE 14TH ADDICTION su Poprock Forum che ultimamente regala molte sorprese.

Materali come pelle dall'effetto anticato un po' alla Giorgio Brato. Tagli al vivo, cuciture a vista. Vestibilità slim, con numerose cerniere...il tutto molto Rick Owens. Alcuni modelli sembrano davvero dei vestiti strappati a Mel Gibson sul set di Mad Max.

E' questo THE 14TH ADDICTION...un prodotto che odora davvero di cult e che pare che tra gli amatori sia un oggetto di venerazione. Purtroppo del brand ne so ancora molto poco. Ma lo prometto...racoglierò informazioni.

Quello che so è che il bran viene da Tokio, il designer si chiama Teruki Uchise e ha anche una pagina Myspace: www.myspace.com/deizaru

Per ora prendono i 'preorders' su Sartorialoft...un e-shop Los Angelino. Se vi acchiappa e avete un po' di grano a disposizione potreste anche approfittare del super cambio euro-dollaro.

Yours, Marky

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A CAMO TIGER WORLD

di marcow (11/07/2008 - 16:31)

Via: Poprock forum by Silvi

OUR PHILOSOPHY:
A hidden TIGER in the world, in our world, In our soul and in the invisible part of ourselves and when
we say: do NOT TAKE MORE, She replies: YOU CAN STILL SUCCEED!
We do things to WEAR but we could do things to eat or read, it's not important what we do.
It communicate important thing: Never stop to pursue YOUR DREAMS.

OUR IDENTITY:
The logo is a TIGER which It is a symbol of courage: an animal capable of mask in order to hunt,
in order to maintain its SURVIVAL. The name is both: camouflage and MASKED.
The camouflage is not to be reported to the FAMOUS FABRIC military but simply refers to something
which concerns MEN and all the living species since its creation.

non so come e perchè mi è arrivata la loro collezione SS '09 via mail
ma mi è piaciuta parecchio!

e voi che ne dite?

www.acamotigerworld.com

Silvi @ Poprock Foum

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PER LA GURU CHIESTO IL FALLIMENTO

di marcow (08/07/2008 - 17:47)


Il mio breve commento: non ricordo a memoria nessun crack del genere per un brand di abbigliamento planetario. Davvero ce la si deve mettere tutta, perchè oggi, in particolare se hai punti vendita tuoi, puoi produrre sui mercati a baso prezzo, puoi produrre sull'ordinato e puoi produrre 'sul pronto' in base alle esigenze e richieste del mercato. Ossia come fanno Zara e H&M. La notizia ha dell'incredibile, anche se nell'ambiente se ne vociferava da tempo. E anche nei commenti di questo blog era stata inserita la voce, che tuttavia, per ovvi motivi di tutela legale, avevamo dovuto rimuovere.

Incredibile perchè stiamo parlando di un brand con un giro di affari di 100 milioni di euro l'anno. Forse anche qualche manager mezza cartuccia, qualche neo-laureato della bocconi con un po' di sale in zucca avrebbe tenuto in piedi la baracca. Ma se invece chi dovrebbe fare l'imprenditore inizia a fare la vita del nababbo con distrazioni di fondi, elicotteri privati, barche da 28 metri, eh bhè, allora l'impresa si fa più dura.

Yours, Marky

News via: Repubblica.it

a seguire il testo del 'caso del giorno'

Per la Guru chiesto il fallimento

di ETTORE LIVINI


MILANO - C'è una nuova donna nella vita di Matteo Cambi. Dopo Flavia Vento, Elisabetta Gregoraci, Anna Falchi e Mascia Ferri - tutti presunti flirt del giovanissimo imprenditore parmigiano - ora è il turno di Lucia Russo. Il gossip, questa volta non c'entra. Russo infatti ha chiesto per conto della Procura di Parma il fallimento della Guru, il marchio di moda (simbolo una margherita stilizzata) inventato dal nulla da Cambi nel 1999 e arrivato in pochi anni a un giro d'affari di 100 milioni. La società non sta in piedi, ha sintetizzato il pubblico ministero durante l'udienza in cui si sarebbe dovuto decidere il concordato preventivo del gruppo, ha un buco patrimoniale di 62 milioni e debiti per oltre 100 milioni. I pm vogliono quindi che la Guru porti i libri in tribunale, richiesta cui si sono associati i creditori presenti e su cui il collegio dovrebbe decidere in tempi brevi.

La carriera dell'enfant prodige della moda italiana (Cambi, assente ieri in aula, ha 31 anni) è stata fulminante quasi come il suo crac. La sua margherita ha sponsorizzato il Parma calcio e la Renault di Alonso. Lui ha costruito il suo piccolo impero un mattone dopo l'altro destreggiandosi con effimera leggerezza tra gli impegni di lavoro e quelli mondani. Sfoggiando un elicottero privato, fidanzate da sogno, uno yacht di 28 metri, feste da mille e una notte assieme a un parco auto degno di un sultano.

La sua carriera di latina lover, a giudicare dalle copertine delle riviste di gossip, è andata sempre in crescendo. Quella da imprenditore, invece, un po' meno. Un paio di anni fa sono apparse le prime crepe. Qualche inchiesta della magistratura per fatture false, qualche colpo a vuoto nelle vendite. Tanto che pochi mesi fa Cambi, a sorpresa, ha deciso di cedere (per ora in affitto) il marchio Guru agli indiani della Bombay Rayon Fashion. Non è chiaro ora né che ne sarà di questa intesa, né del futuro dei dipendenti della margherita parmigiana.

 

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